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Come digiunano gli Yogi

Durante e vicino alla luna nuova e alla luna piena, si può osservare che il fattore gassoso e quello acquoso salgono all’interno del torace e della testa creando una sensazione di disagio. Per questo motivo, se la persona non mangia durante questo periodo, questi fattori vengono spinti verso il basso del corpo, alleviando il disagio.

 

Se si digiuna in accordo con il sistema tantrico, il Shukra in eccesso guiderà la mente verso le Vritti più sottili. Inoltre, per effetto del digiuno, le sostanze velenose e improduttive vengono distrutte ed espulse. Oltre a ciò, l’energia che non viene utilizzata per la digestione può essere utilizzata per altri scopi. Per questo motivo il giorno del digiuno è un giorno eccellente per praticare più Sadhana (pratiche spirituali).”

 

Upavasa è il giorno del digiuno secondo l’Ayurveda. E come tutto nell’antica sapienza vedica è regolato dalla Luna ed è una pratica psicospirituale prima che fisica, ma comunque perfetta per il periodo autunnale. Vediamo come fare e quale significato profondo racchiude. 

Oggi si parla tanto di digiuno come strumento terapeutico e di cura di tantissime malattie e disagi, sia fisici che psicologici. Purtroppo spesso si applica a sproposito, senza tener conto né della costituzione individuale né del momento giusto per farlo. Generando a volte più danni che benefici.

 

Upavasa è uno dei termini sanscriti usati per designare il giorno del digiuno, ma il suo significato è più profondo. Significa: “stare vicini al Supremo”, *upa = vicino, *vasa = dimora divina. E’ considerato più come una pratica psicospirituale, che fisica. Sugli effetti psicofisici e salutari sono stati scritti numerosi testi.

Secondo i veda, il miglior sistema per purificarsi fisicamente e mentalmente è digiunare regolarmente, avere un’alimentazione consapevole e pranica, praticare Asana ogni giorno, avere un’igiene profonda e fare le pratiche spirituali.

Dal punto di vista strettamente organico, il digiuno concede il meritato riposo al nostro corpo, in particolare al tratto gastrointestinale, agli intestini, allo stomaco, al fegato e a tutti gli altri organi metabolici. E’ una delle migliori medicine preventive, poiché con il riposo del sistema digerente si possono espellere e neutralizzare le tossine accumulatesi con i processi metabolici cellulari. Come è ben noto in tutte le scuole di medicina naturale, la maggior parte delle malattie ha la sua origine nel tratto gastrointestinale.

L’intelligenza vedica, fondata sul calendario lunare, fornisce in più un calendario preciso in cui mettere in atto questa pratica.

 

Il mondo dello Yoga e della cultura del subcontinente indiano è regolato dal calendario Lunare e connette i livelli mentali/spirituali di ognuno con le influenze della Luna, astro di primaria importanza per tutto il sistema. La Luna governa le energie sottili del pianeta e dei suoi abitanti. Maree, piante, colture, animali ed esseri umani sono influenzati dalla Luna sul piano fisico e materiale, mentale e intellettivo, energetico e spirituale. Ogni fase ha le sue qualità e l’alternanza della Luna Piena (detta “Purnima”) alla Luna Nuova (detta “Amavasya”) fondano l’equilibrio in cui vive tutto il pianeta.

Il nostro corpo è costituito per la maggior parte da acqua (circa il 60%) che, come tutti gli altri liquidi, risente dell’influenza gravitazionale che esiste fra la Terra e la Luna. L’importanza di questa relazione energetica è applicata nel campo dell’agricoltura, della navigazione marittima, nella psicologia, etc. Inoltre pensando alla donna e al ciclo mestruale, la sua espulsione di liquidi avviene circa ogni 28 giorni, proprio come quelli del ciclo lunare.

Le statistiche ci dicono che c’è una stretta relazione anche fra i giorni vicini alla luna piena e alla luna nuova e gli incidenti stradali, i disturbi mentali, i sogni agitati, le notti insonni, il sonnambulismo, i bambini nervosi, rottura delle acque nelle donne gravide, ecc.

 

Un digiuno regolare di un giorno, fatto in base alle fasi lunari, come prescritto dagli Yogi, è di grandissimo aiuto per l’igiene fisica e mentale. Esso limita l’effetto di questi disturbi, poiché l’astensione dal cibo tiene le due valvole dello stomaco (cardias e piloro) chiuse e non permette così l’ascensione dei gas intestinali e altri vapori acidi del tratto gastrointestinale nella zona cerebrale. La pratica di Upavasa nei giorni prescritti pulisce e detossina gli organi di senso che in Ayurveda sono chiamati Jnanendriya “Organi di Conoscenza” e rappresentano il canale di comunicazione di Manas, la mente, con l’ambiente esterno. Mantenere puliti e nutriti gli organi di senso promuove la salute mentale e psicofisica in generale, oltre a prevenire malattie. Ciascuno dei 5 Jnanendriya è rappresentazione corporale di uno dei Pancha Mahabhuta (5 Elementi naturali primari), e la pratica di purificazione di ogni organo ci connette con l’energia di quell’elemento. Quando nei canali di collegamento tra la realtà eterologa o esteriore e quella omologa o interiore fluisce tutto pacificamente senza interruzioni e blocchi allora ci troviamo in equilibrio con la Natura e il Tutto.

 

Digiuno e fasi lunari

I giorni di digiuno più strategici per la salute fisica, mentale e mistica sono detti Ekadashi.

Eka sta per 1 e dashi sta per 10, cioè 11. L’undicesimo giorno dopo la luna piena e la luna nuova è il giorno di digiuno ideale secondo la scienza dello yoga. Durante quei due giorni del ciclo lunare avviene una trasformazione linfatica nel nostro organismo. Il Shukra viene trasformato in ectoplasma.

Il giorno di Ekadashi la ghiandola pineale secerne un ormone particolare che dà un’esperienza mistica a coloro che meditano e digiunano. Naturalmente questa non è un’esperienza immediata per chi inizia a praticare, ma sicuramente si potranno sperimentare subito dei benefici fisici e mentali. Nelle rappresentazioni iconografiche del Guru tantrico Shrii Sadashiva (Shiva con il tridente in mano e i serpenti intorno al collo) si può notare una mezza luna come decorazione sulla sua folta chioma. Quella mezzaluna è il simbolo di Ekadashi, il giorno in cui Shiva andava regolarmente in Samadhi (trance mistico). Quando questo ormone epifisario riesce ad entrare nella circolazione sanguigna provoca uno stato estatico. Tutto questo dipende dalla preparazione psicospirituale della persona.

Se si mangia durante quel particolare giorno, l’attività fisica della digestione devia il Shukra (lit. luce, essenza del cibo ingerito)  verso le ghiandole basse limitandone così l’assorbimento da parte delle ghiandole endocrine del cranio. Inoltre la temperatura corporea durante il giorno del digiuno diminuisce agevolando la secrezione di quest’ormone denominato in sanscrito Amrta. Il cibo che noi mangiamo si converte, per trasformazione, nell’essenza finale, chiamata Shukra . Il Shukra è il cibo per il cervello. Dal Shukra vengono prodotte le particelle ectoplasmatiche della  mente individuale.

Se durante Ekadashi i pensieri sono rivolti agli oggetti esterni, le vibrazioni di quei pensieri grossolani creano nelle cellule nervose una vibrazione più agitata, più angolare generando così più calore nel cervello. Il calore disturba la secrezione dell’ormone di cui abbiamo detto e secondo gli Yogi esso evapora prima di entrare nella circolazione sanguigna. E’ per questo motivo che non si ha sempre la garanzia di vivere delle esperienze mistiche durante il digiuno. Bisogna sintonizzare la propria vibrazione cerebrale e mentale con un’idea assoluta, come durante la ripetizione e l’ideazione su un Siddha Mantra (il Mantra che viene vibrato dalla forza del Guru).

Queste sono le ricerche fatte dagli Yogi e dalle Yogini nei loro laboratori fisici e psichici. Digiunando per molti giorni essi hanno notato che nell’undicesimo giorno dopo la luna piena e dopo la luna nuova avevano esperienze di meditazione più profonde.

Il digiuno è stato per millenni uno strumento utile per l’introspezione e per la meditazione. Se studiamo la vita di grandi personaggi spirituali della storia umana, notiamo che utilizzavano l’astensione dal cibo come un momento di distacco dalla vita terrena, per capire meglio quello che dovevano fare nella loro esistenza umana.

Durante il digiuno la mente segue un po’ il processo fisico, cioè porta “a galla” le tossine (pensieri confusi) per poi eliminarle. La purificazione mentale si ha con l’aiuto di una mente che è più forte grazie al surplus energetico dato dall’inattività del sistema metabolico. Questa forza mentale è dovuta alla sublimazione del Shukra che alimenta il cervello e aumenta la quantità di particelle ectoplasmatiche della “massa” mentale. Il Shukra, o linfa vitale, viene prodotto in eccesso dal corpo umano: per questo motivo il digiuno trasforma questo fluido bioenergetico in un plasma psichico, detto ectoplosma.

Da qui si può comprendere meglio il detto: “il digiuno purifica il corpo e rafforza la mente (e lo spirito)”.

Naturalmente il digiuno dovrebbe essere fatto da coloro che fisicamente stanno bene e che accettano questa pratica come parte di uno stile di vita sano. Coloro che soffrono di calcoli ai reni, alla cistifellea, di problemi urinari o di debolezza cardiaca non dovrebbero praticare il digiuno senza liquidi. Il vero digiuno tantrico andrebbe fatto senza liquidi, per un giorno completo. Questo digiuno “a secco” non dovrebbe estendersi ad altri giorni oltre che ad Ekadashi, poiché danneggerebbe il sistema urogenitale.

 

Si consiglia, a coloro che iniziano a praticare il digiuno, di mangiare, la prima volta, della frutta, la seconda volta di bere acqua con qualche goccia di limone ed un pizzico di sale e, se non sussistono i disturbi sopra elencati, di fare il digiuno a secco. Chi, il giorno di Ekadashi, si alza prima dell’alba, potrà bere dell’ acqua e poi durante il giorno proseguire il digiuno a secco.

E’ sottinteso che i bambini non dovrebbero digiunare per il semplice motivo che il loro corpo è in fase di crescita e che per l’inattività delle ghiandole sessuali tutto il Shukra viene già trasformato in sostanza mentale. Un discorso simile vale anche per le donne incinte o in fase di allattamento, che donano la loro linfa alla nuova creatura.

Coloro che hanno difficoltà psicologiche o fisiche nel seguire questo sistema di digiuno, possono provare a fare mezzo digiuno, che consiste nell’astenersi dal mangiare dopo le tre del pomeriggio fino al mattino seguente.

 

Come terminare il digiuno

Anche nel rompere il digiuno si dovrebbe seguire un sistema scientifico. Dopo l’igiene orale mattutina (pulizia dei denti, della lingua e della gola) si beve una tazza d’ acqua con il succo di un limone ed un pizzico di sale, in modo tale da tamponare l’acidità dello stomaco e di pulire e “scrostare” il tratto gastrointestinale. Questa bibita medicinale non ha, purtroppo, il gusto di un cappuccino, di una cioccolata calda o di qualche succo esotico, ma il suo effetto preventivo e salutare non potrà mai essere sufficientemente decantato.

Il limone infatti ha molte proprietà curative, contiene l’essenziale vitamina C, sali e acidi organici che hanno un’azione detergente e così via.

La soluzione d’ acqua, limone e sale ha più proprietà curative della sola acqua ed è quindi consigliata a coloro che soffrono di calcoli biliari e renali. Negli stati acuti di questa malattia si dovrebbe digiunare il più a lungo possibile bevendo questa soluzione medicinale.

Mezz’ora dopo aver bevuto acqua, limone e sale, si può mangiare una banana molto matura, senza masticarla troppo, in modo da permettere ai pezzi grossi di pulire le pareti dell’esofago. La banana è ben matura, quando la sua buccia ha già dei punti neri, ciò vuol dire che gli amidi di questo frutto esotico sono stati trasformati in zuccheri più semplici da digerire La banana dalla buccia nera (non ammaccata) ha le stesse proprietà nutritive del cibo non vegetariano senza avere però un effetto statico sulla mente. La banana, inoltre, aumenta la produzione delle cellule rosse (ematopoiesi) e ha un effetto positivo sulla mucosa gastrica. Un consumo eccessivo di questo frutto può portare alla stitichezza.

Dopo la banana si può consumare altra frutta fresca e dello yogurt naturale (fatto in casa) per arricchire la flora intestinale.

Il pranzo, dopo il digiuno, dovrebbe essere a base di un cereale integrale e ricco di verdure crude e cotte, in modo da mineralizzare l’organismo ed aiutare l’intestino a pulirsi meglio.

Se, durante o dopo il digiuno, si è stitici, si può usare un leggero lassativo, farsi un clistere d’acqua o praticare Mulasodhana (pulizia rettale). Bere acqua con limone e sale è comunque uno dei migliori sistemi per regolare l’intestino.

LīlāDevi Marialaura Bonfanti

 

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