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La saggezza dell’equinozio d’autunno

Il primo di settembre segna, nel nostro calendario agricolo e astronomico, una nuova fase stagionale. È un momento di passaggio che dura tutto il mese, segnato dalla Celebrazione Equinoziale e dal confluire dell’ultima energia estiva di Terra della Vergine a quella ondivaga e delicata dell’Aria della Bilancia. 

Stagione dominata dal Vento, dal cambiamento, dal nervosismo di chi sa che deve lasciare andare tutto ciò che amava di più, ciò che era al culmine del suo splendore, la dolcezza dei frutti, il verde intenso delle foglie, la Luce rassicurante e il tepore del Sole… 

L’Ayurveda segna ogni passaggio di stagione con una sadhana specifica, una routine giornaliera e stagionale di riconnessione con gli Elementi dominanti e le loro energie.

Questi quattro momenti di passaggio della Ruota dell’Anno (i due equinozi e i due solstizi), segnano un punto di svolta fisiologico, ormonale – organico – nel nostro corpo e nella nostra psiche, anche quando non ne siamo esplicitamente consapevoli. 

Basti pensare alla diminuzione delle ore di luce, un fattore che influisce enormemente sui flussi ormonali e quindi, a pioggia, su tutto il funzionamento del nostro organismo, fisico ed energetico. Influisce sul nostro umore, sul sonno (più disturbato), sull’appetito, sul sistema nervoso (più irritabile) sul funzionamento degli organi (in particolare intestino e polmoni), sulla nostra capacità di visione, sui livelli di energia. 

Tutti i cambiamenti stagionali, segnati astronomicamente da equinozi e solstizi, hanno ripercussioni sulla nostra VITALITA’ (ovvero salute) fisica, mentale ed energetica. 

momenti di grandissima importanza per il benessere di tutta la tribù. 

L’Equinozio segna l’inizio del GRANDE INSPIRO COSMICO. 

La venerata Shakti apre gli occhi e l’Universo si riassorbe in Lei. 

Cominciamo a dare il benvenuto all’Energia del Grande Elemento ARIA (VAYU MAHA BUTHA), che inizia la sua danza dentro e fuori di noi lambendo tutti e tre i tre mesi successivi fino alla dura Terra solstiziale del Capricorno (21 dicembre). 

È la sua una danza che scompiglia, che bussa agli attaccamenti e chiede di rilasciarli. 

È una danza che confonde, chiede di alleggerirsi, di arare e preparare il terreno alla semina solstiziale. Aria che richiede pazienza, aria che porta via e fa scomparire. Riassorbe. Sovverte l’ordine. Mette tutto a soqquadro. 

Nella settimana dell’Equinozio entriamo in una fase di profondo equilibrio degli opposti: il numero di ore di luce equivale a quello di buio. È il Perfetto Equilibrio Cosmico, da cui possiamo trarre una profonda armonia e senso di Unità e chiedere il giusto bilanciamento del nostro respiro. 

Per questo la Porta che attraversiamo con l’Equinozio d’autunno è un invito all’introspezione. 

Le giornate si accorciano, il buio arriva ogni giorno qualche minuto prima. Le piante cedono alla forza magnetica della Terra, le foglie cadono dagli alberi. Per tutti gli esseri viventi in questo emisfero e a queste condizioni, così come fa spontaneamente l’Energia cosmica e ogni altra creatura vivente, è il momento di rallentare, lasciare andare e concederci attività interiorizzanti, come la meditazione e il riposo, la non-azione. È un momento utile per l’introspezione, per cercare dentro di sé, oltre la superficie delle apparenze, le risposte che, affiorando, danno voce al proprio Sé più intimo. 

Nella tradizione ayurvedica l’Autunno, dominato dal Vata può generare sintomi quali dolori alle articolazioni, sensazione di secchezza, insonnia, irritabilità, ansia e paura in una sorta di “autumn blues”. Come ridurre tali disagi? Ci sono tanti piccoli accorgimenti che aiutano a riequilibrare Vata. Se molti animali in questo periodo dell’anno si preparano al letargo un motivo ci sarà: impariamo da loro. Innanzitutto cominciamo a rallentare il ritmo: l’autunno è la stagione giusta per ridurre gli impegni non necessari, provate ad anticipare l’ora della cena e del sonno. Inventatevi una routine autunnale tutta vostra, metteteci dentro quello che volete (attività fisica leggera, un regime alimentare più consono alla stagione, lentezza) e ripetetela con regolarità perché la stabilità aiuta il VataDosha a stabilizzarsi. Per compensare la riduzione del calore proveniente dal Sole, custodite il vostro fuoco digestivo e interiore: copritevi di più (soprattutto le parti del corpo più sensibili), preferite cibi caldi e cotti e optate per bevande a temperatura ambiente o calde a discapito di quelle fredde.

L’Autunno insomma ci invita a entrare dentro, a godere dei frutti del nostro raccolto estivo e ad attraversare la porta che conduce verso l’Oscurità. È questa una Porta che si apre sul Mistero, sulla Magia della Notte, onora le Divinità che invecchiano e il Mondo degli Spiriti. È un periodo di misticismo, le lunghe notti ci invitano a connetterci di più a ciò che è sconosciuto, invisibile, ad ascoltare i messaggi dei mondi spirituali. 

Nel nostro viaggio autunnale, ci confronteremo anzitutto con l’immagine “dell’ultimo Raccolto”, della vendemmia appena conclusa, della gratitudine per ciò che abbiamo nelle nostre mani ora. 

Osserveremo i grandi e piccoli cambiamenti dei Cinque Grandi Elementi di Natura che danzano intorno a noi e che annunciano la nuova stagione. Li sentiremo pulsare dentro di noi, in ogni cellula, e fuori di noi, nel Cosmo.
Sperimenteremo la potenza del “respiro equanime” (samavritti pranayama) dove l’inspiro (il giorno) e l’espiro (la notte) hanno la stessa durata, donandoci una profonda centratura nel Sè. Incontreremo equilibrio e radicamento nel Flusso dell’Albero, facendo così entrare la leggerezza e il bisogno di pulizia dell’Aria senza perdere le radici sicure, sperimenteremo i Kriya Solari che fisseranno il calore del Fuoco in noi, mantenendoci caldi nell’avanzare del freddo autunnale, respireremo nel flusso dei PanchaPrana, seguendo il ritmo del Grande Inspiro autunnale e in questo modo ci armonizzeremo profondamente e spontaneamente  ai cambiamenti che la Ruota dell’Anno ora ci sta offrendo.

Concedersi il tempo per comprendere e celebrare il passaggio da una stagione all’altra, è alla base dello stare bene con noi stessi e con gli altri. 

È, come afferma l’Ayurveda, la condizione necessaria per mantenere Vitalità, scorrimento, e quindi SALUTE. 

I popoli antichi, ancora connessi naturalmente alla MadreTerra, lo sapevano e onoravano sempre con estrema cura queste processioni della Natura, le maestose mosse della Madre in noi e tutto intorno a noi.

LīlāDevi Marialaura Bonfanti

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