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Lo spicchio di luna crescente del maestoso Shiva

Il primo contatto con Shiva, in questa vita, l’ho avuto da ragazzo. Erano gli anni 80′ e quel nome ancora non lo collegavo a nulla in particolare, era semplicemente nuovo e misterioso.

In quel periodo mi appassionavano molto i “giochi in scatola”, ricordo un po’ vagamente di aver udito o letto il nome “Shiva”, proprio durante una partita con gli amici ad uno di questi giochi.

Oltre ai grandi classici come, Monopoli e Risiko, mi ero infervorato con un gioco ispirato alle avventure di Marco Polo, nel quale a inizio partita, si pescava una carta che poteva proporre due opzioni; un “evento” o un “avventura”. Da lì si partiva per il proprio viaggio, che sarebbe stato segnato o da un evento inaspettato; favorevole o sfavorevole, o da un’avventura imprevista; piacevole o spiacevole. Ci si poteva ritrovare in men che non si dica ricchi sfondati alla corte del gran Khan, e poco dopo senza più niente. Nel bel mezzo di una rivolta, colpiti dal monsone, o in un’epidemia improvvisa a rischio di contrarre una grave malattia. Insomma esposti costantemente all’incertezza.

E proprio queste continue atmosfere avventurose, di incertezza, rendevano le ore trascorse giocando; piacevoli, intriganti e divertenti.

Lo scopo di questo gioco, non era quello di eliminare gli altri o di arricchirsi accumulando denaro, ma quello di completare il viaggio acquisendo più esperienze di vita possibile; viaggiare, commerciare, intessere relazioni, prendere decisioni, tutto con l’unico scopo di acquisire esperienza, partecipare al gioco per fare esperienza.

Partecipare al gioco per fare esperienza.

Oggi forse, quel nome che da ragazzo non significava molto per me, è diventato, senza forse, uno dei nomi più significativi ed importanti che conosca.

L’enciclopedia Treccani lo descrive così:

Shiva Divinità tra le più venerate della mitologia induista, membro della triade divina (trimurti) con Brahma e Vishnu.

In virtù dei suoi grandi aspetti, benevoli e terrifici a un tempo, assume forme ed epiteti diversi. Come signore del tempo presiede all’incessante dinamica creazione-annientamento-rigenerazione, il cui ritmo è scandito dalla sua danza cosmica.

Oltre che come sommamente potente e come distruttore, è venerato anche come divino asceta.

La divinità femminile che spesso lo accompagna, simbolo della sua “shakti” o energia vitale, assume anch’essa diverse sembianze e viene via via identificata con Uma, Parvati, Durga, Kali ecc.”

In tutta l’India Shiva è amato, venerato e a volte temuto, in quanto considerato il principio che governa l’incessante gioco universale di creazione, sostentamento e dissoluzione di tutto ciò che è passeggero, perituro e soggetto quindi alla trasformazione operata dal tempo e dallo spazio.

Shiva, come descritto anche dal professor Mark Dyczkowskiè l’imperituro. Quel principio che è sempre stato e che sempre sarà, che si manifesta divenendo tutti gli eventi, tutte le avventure e che rimane anche quando gli eventi e le avventure sono dissolte.

Quando non mi identifico con tutto ciò che è destinato a trasformarsi, e dimoro nella consapevolezza di colui che stà vivendo tutte le esperienze e tutte le avventure, allora dimoro nella “Coscienza di Shiva”.

La parola Shiva significa fausto, propizio, di buon auspicio, favorevole, che conduce al successo. Se giriamo questi significati all’opposto ci troviamo davanti a qualcosa di tremendo come: infausto, non propizio, di cattivo auspicio, sfavorevole, che non conduce al successo. Aspetti che personalmente non desidero coltivare e con molta probabilità nemmeno tu.

La parola Shiva significa fausto, propizio, di buon auspicio, favorevole, che conduce al successo.

Onorare Shiva, ricordarlo, ripetere il suo nome, cantare le sue lodi e ispirarsi alle sue forme quotidianamente, significa evocare le qualità che rappresenta e potenziarne la presenza nella propria vita. La tradizione insegna, che per volere di Shiva stesso, farlo durante Mahashivaratri moltiplica i meriti di ogni singola pratica per mille.

Buon Mahashivaratri a tutti!

La notte in cui brilla nel cielo lo spicchio di luna crescente del maestoso Shiva.

Alberto Vezzani

 
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