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Ayurveda

Terra e acqua: l’alchimia dell’inverno

Eccoci alle soglie di un altro (lungo) inverno. La natura buia e fredda di questa stagione la rendono ideale per andare ancora più in profondità con la sadhana. Senza però perdere l’equilibrio.

Durante l’inverno l’energia della terra si ritrae dentro se stessa e ogni movimento rallenta. É un periodo di riposo, accumulo e preparazione. Riposo dall’esultanza delle vendemmie autunnali e preparazione per l’esuberante vitalità della futura primavera. É il momento di diventare radicati, fermi e interiorizzati. Il clima è freddo, umido, nuvoloso, pesante, gli elementi che predominano sono terra e acqua, gli stessi del dosha Kapha, che per natura è “lento, untuoso, morbido, statico, umido, viscido e dolce”. Riconoscere e comprendere queste qualità è molto importante per mantenere la salute. Quando insorge un disequilibrio, le qualità opposte ci aiuteranno a riportarci in carreggiata.

L’inverno è una stagione che mette a dura prova chi ha Kapha come dominante costituzionale. Secondo l’Ayurveda, il simile accresce il simile. Se siete Kapha dominanti, quindi, il freddo aumenterà la vostra energia fredda. Se siete dei tipi “caldi” (pitta), c’è poco da temere e forse l’inverno può anche farvi piacere e calmare i “bollori” in eccesso, ma se la costituzione è “fredda”, attenzione al catarro, alle bronchiti e alle riniti che potrebbero essere dietro l’angolo. Kapha, infatti, tende ad accumularsi (quando è in squilibrio) in particolare nel torace, causando disturbi come raffreddori, sinusiti, allergie, problemi circolatori, depressione, letargia. Un eccesso di Kapha può acuire problematiche ai polmoni, ai reni, al pancreas, alle mucose in genere, alla vescica, al sangue, al liquido sinoviale. Può portare ad accumulo eccessivo di muco e di quindi Ama (tossine).

Le persone a dominanza Kapha sono tendenzialmente calme e sensuali. Con struttura fisica solida, ossa grandi, Kapha è l’archetipo della Madre Terra (la Vacca sacra). Sono radicati, connessi al mondo materiale e sono apprezzati per i loro caldi abbracci tranquillizzanti. Per la presenza di acqua, Kapha si muove con andamento lento e sensuale. In equilibrio si esprime come amore, calma, perdono forza, vigore stabilità.

I “freddolosi”, in Ayurveda, sono però anche i Vata, sebbene si tratti qui di un tipo freddo e asciutto (e non umido come i Kapha). Questo influenzerà la manifestazione clinica: in Vata si avranno ad esempio forme di affezioni bronchiali più “secche”, “spasmodiche”, in Kapha, forme più produttive, cioè catarrali. Attenzione quindi d’inverno anche per i Vatika, anche perchè la stagione della nevce a volte si sbilancia verso il freddo secco e ventoso, mentre, come abbiamo detto, i tipi Pitta d’inverno se la possono cavare, ma se arrivano all’appuntamento con il freddo “appesantiti”, allora sono guai anche per loro. Le tossine che hanno accumulato, che possiedono una natura fredda, per “simpatia” potranno emergere ed accrescere fino a creare catarro e febbre.

Ormai sappiamo che mantenere una buona salute significa, anzitutto, vivere in armonia con i cicli naturali, adeguandosi ai ritmi stagionali. D’inverno, abbiamo visto che occorre saper fluire con sapienza con gli elementi Terra e Acqua. Per contrastare la pesantezza dell’energia della stagione occorre, anzitutto, impostare una dieta che dia energia, ma non appesantisca. Andremo ad eliminare completamente i cibi che generano muco, come formaggi, bevande fredde e gelati in particolare, ma anche farine bianche e derivati, riso brillato, carne rossa, cibo in scatola, salumi e insaccati. Utilizzeremo, al contrario e in abbondanza, cibi che sciolgono il muco, quali agrumi, fichi secchi, uva passa, verdura, ideale leggermente scottata o al vapore, e frutta cotta (e poi spolverata con cannella e miele) o ben matura e non da frigo.

Nella cottura dei cibo, non indulgere nella cottura ma cuocere sempre a fuoco lento e il minimo indispensabile. Non faremo un errore diffusissimo: pensare di volerci riscaldare col cibo. Lo yogi non si riscalda col cibo. Si riscalda evitando di generare ostruzione (muco o ristagno energetico), facendo yogasana o pranayama. La digestione va curata con estrema attenzione e utilizzando tutti gli espedienti (spezie, ingredienti di stagione e calore) per sostenere il fuoco digestivo. In generale, un organismo sano e disintossicato soffre molto meno il freddo d’inverno perché avrà una migliore circolazione sanguigna che permetterà alle estremità corporee di non raffreddarsi rapidamente, ed in generale di sopportare le variazioni ambientali molto più facilmente.

L’Ayurveda consiglia per l’inverno una routine giornaliera che prevede pochi accorgimenti (che presto diventeranno sane e semplice abitudini) che possono fare una grande differenza per la Salute (=Vitalità). Anzitutto il rispetto dei ritmi circadiani, alzandosi intorno alle 7 (al sorgere del sole e un po’ più tardi rispetto alle altre stagioni) e coricandosi tre le 21 e le 22. Al risveglio, bere una grande tazza di acqua calda, eseguire una dolce pulizia della lingua e eseguire la spazzolatura a secco (Garshana) su tutto il corpo, con guanto o spazzola appositi, per attivare il Calore a livello della pelle e favorirne la rigenerazione. Ideale invece, la sera, eseguire Jala Neti (la pulizia ndel naso con acqua e sale) e  massaggiarsi il corpo con olio di sesamo con movimenti lunghi e lenti, prima di coricarsi. L’uso quotidiano di spezie riscaldanti come cannella e zenzero

Chi ha una costituzione a dominanza Kapha, d’inverno in particolare, deve fare attività fisica quotidiana. Nella pratica personale includi il Surya Namaskar, Matsyasana, Navasana, Simhasana, Ustrasana e numerose inversioni, in modo da aprire il torace, alleggerire le congestioni, purificare la gola e drenare i seni paranasali. L’apertura del cuore stimola il flusso sanguigno al timo, fondamentale per la crescita dei linfociti T, vere e proprie sentinelle del sistema immunitario.

Come pranayama prediligi Bastrika (il respiro del fuoco) per tenere sotto controllo Kapha Dosha. Farai seguire a questo pranayama cinque minuti di respiro nella narice destra, per favorire la circolazione e produrre calore. Durante la stagione invernale, l’Ayurveda consiglia di praticare fregagioni a secco su tutto il corpo, con un panno in cotone o misto canapa-lino su cui si è versato qualche goccia di oli essenziali di pompelmo o cipresso, per aumentare l’energia, sciogliere gli edemi e aumentare la circolazione linfatica. Ottimo l’auto massaggio con olio di sesamo, seguito da una doccia calda, mentre per prevenire sinusiti e congestioni delle vie respiratorie ricordati di mettere sempre un cappello durante la stagione fredda. Per contrastare il grigio e il bianco intorno a noi sarebbe bene indossare colori caldi, come l’oro e il rosso e l’arancio, ravvivando l’elemento fuoco nel nostro campo aurico. La pennichella pomeridiana, infine, non è consigliata in inverno perché aumenta kapha, rallenta il metabolismo e riduce il fuoco digestivo.

Il Sadhana invernale dovrebbe includere più spazi di silenzio, meditazioni più lunghe, e una vita sociale moderata. L’energia cala fortemente durante l’inverno a causa della mancanza e della distanza delle radiazioni solari. Sbagliatissimo pensare di mantenersi attivi a tutti i costi con zuccheri raffinati, caffeina e alcol che vanno a stressare fortemente le surrenali, ghiandole chiave per una buona immunità, sorgenti di vitalità e energia, legate al primo chakra. Meglio affidarsi ad un infuso di urtica dioica, energizzante gentile.

Occorre coricarsi presto, per attivare un buon sonno fisiologico e ristoratore che tenga alte le difese immunitarie, evitando disordini stagionali e soprappeso.

TURMERIC, IL SOLE DELL’INVERNO

La curcuma, o zafferano indiano, è una radice dal rasa (sapore) caldo e dolce, che supporta il sistema nervoso e rende il corpo più abile nel sopportare lo stress. Ha innumerevoli proprietà benefiche per l’organismo, in particolare per la sua capacità di contrastare i processi infiammatori all’interno dell’organismo. La curcumina in essa presente è un potente antiossidante, in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi, responsabili dei processi di invecchiamento ed in grado di danneggiare le membrane delle cellule che compongono il nostro organismo. La curcuma inoltre anche di proprietà antisettiche e sotto forma di integratore, è usato come antidolorifico naturale contro i dolori articolari.

UNA PERFETTA TISANA ANTI-KAHPA: Zenzero, Timo e fiori di Sambuco

Infuso dalle qualità stimolanti, diaforetiche (aiuta a sudare), espettoranti, leggermente anti-infiammatorie, antitussigene e antisettiche, indicatissimo per raffreddamenti come raffreddori  e influenze. In caso di  necessità, un tazza bollente di infuso e via sotto quattro coperte a sudare. Spesso fa miracoli. La febbre si abbassa, la tosse matura e il giorno dopo stiamo già meglio. Dose: 1 cucchiaio o più per tazza d’acqua bollente. Coprire e lasciare infondere per 10 minuti e poi filtrare.

IL MENÙ

Insalata di carciofi e finocchi (per 2 persone)

2 carciofi – 1 finocchio – una manciata di capperi – mezza arancia – limone – Gomasio.

Mondate i carciofi togliendo le foglie esterne, fibrose e spuntateli abbondantemente, privateli del fieno interno e tagliateli a spicchi; poi, mano mano che saranno pronti, tuffateli in acqua acidulata con il succo di limone perché non anneriscano. Spuntate e mondate il finocchio, poi affettatelo sottile con l’affettatrice. Raccogliete in un’insalatiera le verdure insieme con una cucchiaiata di capperi e conditele con un’emulsione a base di succo d’arancia, gomasio e 60 grammi di olio.

Cous cous con ceci, verdure e curcuma (per 4 persone)

250 g di cous cous integrale Bio – 100 g di verza -1 grossa patata -2 carote – un cespo di broccoletti -120 g di ceci lessati -250 g di pomodori pelati e schiacciati -1 scalogno -olio evo – 1 cucchiaio di curcuma – sale marino dell’oceano/Gomasio.

Pulire e lavare le verdure. Tagliarle in piccoli pezzi. Ridurre la verza a striscioline. Tritare lo scalogno e metterlo in una pentola capace con tre cucchiai di acqua. Accendere la fiamma e unire le patate, i broccoli e i ceci. Far insaporire bene per 5 minuti, quindi unire la passata di pomodoro e mescolare bene. Cuocere ancora 5 minuti e aggiungere la verza. Aggiungere un pizzico di sale e mescolare ancora. Aggiungere mezzo bicchiere d’acqua bollente, unire la curcuma e proseguire la cottura con coperchio per non più di 5 minuti. Mettere il cous cous in un recipiente. Versarvi sopra due cucchiai di olio e un pizzico di sale e mescolare bene. Mettere 250 g di acqua sul fuoco e appena bolle versarla nel cous cous. Chiudere con un coperchio e lasciar riposare 5 minuti. Al termine di questo tempo vedrete che il cous cous avrà “bevuto” tutta la vostra acqua. Ora con una forchetta sgranatelo bene. Versare sopra il cous cous le verdure e servire caldo.

Biscottini Ayurvedici

Per l’impasto: frullare eguali quantità di datteri e di mandorle (1 tazza), precedentemente ammollate in acqua per un ora, aggiungere al frullatore la scorza grattugiata di una arancia e poi spezie a piacere (vaniglia, cannella, noce moscata, chiodi di garofano, zenzero, cardamomo…). Aggiungere un cucchiaio di cacao.

Stendere l’impasto e ricavare dei biscotti, a mano o con delle formine natalizie. Essiccare i biscotti per mezza giornata (o in forno a 40° per un’ora) e poi ricoprirli di cioccolato.

Per la copertura di cioccolato: sciogliere farlo a bagnomaria 3 cucchiai di burro di cacao grattugiato. Aggiungere 1 cucchiaino di agave ed un cucchiaio di cacao, mescolare bene ed intingervi i biscottini. Mentre il cioccolato è ancora morbido, decorarli a piacere, con scorza grattugiata di arancia, semini di papavero e di sesamo, o cocco.

Commenti

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    paola.amelio@yahoo.it 30 Dicembre 2020 at 8:18 Rispondi

    Bastrika è il kapalabati?

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    Manuela 6 Gennaio 2021 at 14:45 Rispondi

    Buonasera,
    nell’articolo, oltre a Bhastrika Pranayama, viene suggerita la pratica di ‘cinque minuti di respiro nella narice destra’.
    Come deve avvenire questa respirazione?
    Chiudendo la narice sinistra ed inspirando – espirando sempre solo dalla destra?
    Grazie mille per il chiarimento!
    Manuela

    • LilaDevi Maria Laura Bonfanti
      LilaDevi Maria Laura Bonfanti 7 Gennaio 2021 at 9:26 Rispondi

      Ciao Manuela, sì, semplicemente respiri, dolcemente, e profondamente solo attraverso la narice destra. Grazie.

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